TORINO MAGICA



Strana gente i Torinesi.
Sguardo sfuggente, una certa distanza dall'interlocutore, tono di voce calmo e basso, abbigliamento poco appariscente. Non amano essere al centro dell'attenzione e, se gli si chiede di questa loro città natale così satura di mistero e magia, sorridono un poco, distolgono gli occhi come a voler guardare lontano, ad un passato d'infanzia pieno di racconti, leggende, luoghi.
Ai torinesi non piace parlare di queste cose. Sembrano antichi guardiani di un sapere così ben celato da essere annegato nell'oblio. In effetti, alcuni "esperti del settore" definiscono Torino una terra di combattimento. Tra energie bianche e nere. Come definire diversamente una città dove risiede la Sindone, reliquia abbagliante di grazia e splendore; il Museo Egizio, saturo di magia e di antiche divinità; il Santo Graal, che la leggenda vuole sepolto in un luogo indicato da una statua della Chiesa Gran Madre...
In questa terra di confine, crocevia di infinite battaglie troviamo anche luoghi maledetti, dall'energia pesante: Piazza Statuto (antica valle occisorum dei romani), con i suoi misteriosi sotterranei (che si stendono a tela di ragno sotto tutta la città). Lì si erge un'opera scultorea inquietante: una montagna di massi e corpi senza vita su cui si alza, vittorioso, un angelo (caduto?) con una stella a cinque punte in fronte. Sembra che nelle sue vicinanze alcune sette nere trovino sede.
Gira voce (e nel secolo scorso sono stati scritti dei libri a riguardo) di misteriosi casi di apparizione di spettri in una comune abitazione in Zona Vanchiglia in cui accadde un efferato omicidio. Di casi simili se ne potrebbe discutere a lungo. Augustae Taurinorum, città segretamente legata al Dio Api, di sembianze bovine, reca in sè molti segreti. Mi auguro che questo crogiuolo di energie non lasci mai libero spazio alle ombre scure che si addensano in ogni angolo dal tramonto all'alba. Che neanche l'irragionevole paura di questo mondo sottile possa condurre all'ignoranza, alla persecuzione, al fanatismo o, peggio, all'indifferenza.

Stella